La Svizzera non è più la Svizzera. La classe politica ce l’ha portata via. Una maggioranza politica composta dal PLR, dal Centro, dai Verdi Liberali, dal PS e dai Verdi è responsabile dell’abbandono della nostra neutralità, del fallimento della strategia energetica, dell’immigrazione di massa incontrollata, nonché del caos dell’asilo che si sta nuovamente scatenando.
I Giovani UDC denunciano nello specifico una classe politica che cerca di limitare sempre in più ambiti la vita della popolazione, attuando una restrizione della nostra libertà personale. Gli esempi citati sono quelli della politica climatica, che vuole attraverso divieti e obblighi causare unicamente privazioni e aumenti di costi per cittadini e piccoli imprenditori, nonché la cultura woke, colpevole di volere dettare alla gente come parlare, vivere e pensare.

Inoltre, anche l’immigrazione di massa, che nel solo 2022 ha portato a oltre 200’000 persone in più, sta inoltre mettendo in pericolo la qualità di vita nel nostro paese: a causa della mancata attuazione dell’iniziativa per l’immigrazione di massa, siamo confrontati giornalmente con un sovraccarico delle nostre infrastrutture, ad una carenza di alloggi, alla perdita di spazi verdi, e in alcuni cantoni a causa dell’emergenza asilo gli inquilini privati vengono sfrattati dalle loro case.
Infine, anche la nostra sicurezza e la nostra prosperità sono messe a rischio: La classe politica vuole che la Svizzera diventi un partito di guerra il più attivo possibile. Le sanzioni dell’UE contro la Russia sono state adottate 1:1, la Russia e gli Stati Uniti non considerano più la Svizzera un Paese neutrale. Tuttavia, le richieste di spremere ulteriormente il diritto di neutralità e di gettare la politica di neutralità sulla pira funebre della storia continuano senza sosta.
Non solo la sicurezza militare della Svizzera è minacciata, ma anche la sua sicurezza giuridica generale. Nel caso del fallimento del CS, così catastrofico per la nostra piazza finanziaria e per la reputazione del Paese, gli azionisti vengono di fatto scavalcati dal Consiglio Federale con una legge d’emergenza. Tuttavia, secondo il Consiglio federale, la mancata approvazione del credito di emergenza da parte del Parlamento non dovrebbe avere alcun effetto giuridico. La democrazia viene ancora una volta minata e ai singoli politici viene dato più potere. La Svizzera è in declino, in tutti i settori. Il nostro Paese non è più il modello di successo di una volta. Dobbiamo quindi riprenderci la Svizzera.
Ecco i nostri candidati:









