
La scuola deve formare
cittadini critici, liberi e responsabili
La scuola è uno dei luoghi centrali della nostra democrazia. È lì che i giovani imparano a conoscere le istituzioni, a confrontarsi con opinioni diverse, a formarsi un pensiero critico e a diventare cittadini liberi e responsabili.
Per questo crediamo che la scuola debba essere uno spazio libero, pluralista e rispettoso. Un luogo in cui si possano affrontare anche temi politici, sociali e culturali, ma sempre con equilibrio, trasparenza e rispetto per tutte le sensibilità.
La nostra campagna nasce per promuovere una scuola in cui gli studenti possano pensare con la propria testa, esprimere opinioni diverse e distinguere tra fatti, opinioni e propaganda.
A scuola si impara a pensare, non cosa pensare
I principi della scuola neutrale
Neutralità didattica e pluralismo delle prospettive
L’azione educativa garantisce neutralità istituzionale: i contenuti e i metodi favoriscono l’esposizione di posizioni diverse e l’analisi critica delle fonti. L’obiettivo è sviluppare competenze di giudizio, non imporre visioni politiche o ideologiche.
Libertà di espressione e tutela del dissenso
La scuola tutela la libertà di espressione di studenti e personale, nel rispetto della dignità altrui. Il dissenso argomentato è considerato risorsa formativa; le valutazioni accademiche si basano su conoscenze e capacità argomentative, non su orientamenti personali.
Fatti, opinioni e propaganda
Uno dei compiti più importanti della scuola è insegnare a distinguere tra fatti verificabili, opinioni,
interpretazioni, slogan e propaganda.
Questa capacità è essenziale in un’epoca in cui i giovani ricevono ogni giorno informazioni da
social media, campagne politiche, associazioni e altri mezzi di comunicazione.
Imparare a riconoscere la differenza tra informazione e persuasione è una competenza democratica
fondamentale
Responsabilità professionale dei docenti
I docenti esercitano la propria libertà di pensiero con responsabilità professionale: distinguono chiaramente tra insegnamento, opinione personale e attivismo; promuovono un clima di pluralismo, rigore metodologico e rispetto reciproco; e garantiscono trasparenza verso studenti e famiglie anche quando esprimono opinioni personali o ricoprono ruoli esterni che possano influire sul contenuto delle lezioni.
Parità di trattamento tra soggetti esterni
La scuola garantisce trasparenza, pluralismo e parità di accesso nelle collaborazioni con soggetti esterni. Nessuna associazione politica, ONG, lobby o movimento può avere uno spazio privilegiato per affiggere manifesti o promuovere idee all’interno degli edifici o nelle attività ufficiali: o non è concesso spazio a nessuno, o lo è a tutti secondo regole uguali e non discriminatorie.
Obbligo di frequenza e responsabilità di presenza
Gli istituti, i docenti e gli studenti sono tenuti a garantire la presenza effettiva alle lezioni durante l’orario scolastico. Non sono concessi permessi o autorizzazioni per partecipare a manifestazioni, comizi o iniziative politiche durante l’orario di servizio o di lezione. L’assenza comporta conseguenze disciplinari e amministrative.
Situazioni esempio da segnalare
Durante una lezione, un tema politico viene affrontato presentando solo una posizione, senza spiegare anche le principali argomentazioni contrarie.
Un’associazione esterna viene invitata a scuola per parlare di un tema sensibile, ma senza che venga garantita la presenza di altre sensibilità o punti di vista.
Materiali didattici o attività scolastiche assumono un’impostazione politica o ideologica unilaterale.
Opinioni o proposte espresse in modo rispettoso vengono ridicolizzate, etichettate o trattate come illegittime.
Uso della posta o dei canali scolastici per promuovere eventi politici o per invitare gli studenti a partecipare a manifestazioni.
Offrire crediti o vantaggi (es. punti in più) a chi partecipa ad attività politiche sostenute dal docente.
Esposizione o distribuzione di striscioni, poster, manifesti, volantini o simboli politici negli spazi scolastici da parte d’insegnanti, associazionii o studenti.
Domande frequenti
Volete vietare la politica a scuola?
No. La politica deve essere spiegata e discussa a scuola. Chiediamo però che venga affrontata in
modo equilibrato, pluralista e non propagandistico.
I docenti possono avere opinioni personali?
Certamente. Ogni persona ha opinioni, valori e convinzioni personali. Il punto è che, nel contesto
scolastico, il docente si trova in una posizione di autorità e deve quindi prestare particolare
attenzione a non far prevalere la propria opinione personale.
Questo è importante per evitare che gli studenti vengano influenzati o che una determinata
posizione venga percepita come l’unica corretta o accettabile.
Siete contro i docenti?
No. Riconosciamo il ruolo fondamentale dei docenti. Proprio perché il loro ruolo è importante,
riteniamo necessario proteggere la neutralità dell’insegnamento e la libertà di opinione degli
studenti.
Cosa intendete per indottrinamento?
Intendiamo quelle situazioni in cui una posizione politica, ideologica o culturale viene presentata in
modo unilaterale, senza confronto e senza spazio reale per opinioni diverse.
