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Risposta ai Consiglieri di Stato Norman Gobbi e Claudio Zali: BASTA RICATTI! – Comitato referendario

Il comunicato stampa di ieri è un tentativo di un governo debole che dimostra di aver paura del voto popolare. Mai prima d’ora si era vista un’operazione simile volta a ostacolare una raccolta firme. Il comitato referendista dice no a questi squallidi giochetti e va avanti con ancora più determinazione.


Prendiamo atto con stupore della decisione a nome del Consiglio di Stato firmata dai Ministri Norman Gobbi e Claudio Zali, di voler – a sorpresa – congelare il credito in favore della mobilità aziendale. E questo nonostante le dichiarazioni del Ministro Claudio Zali che (dalle colonne del Corriere del Ticino del 2.12.2014) affermava “Ai giovani liberali e democentristi devo comunque dare atto di avere apparentemente avuto l’accortezza di non contestare esplicitamente la parte del decreto che stanzia i fondi in favore della mobilità aziendale, per la quale abbiamo progetti pronti che potranno così essere messi in pratica senza indugi e a beneficio di tutti”.
Come mai un Ministro così decisionista, d’un tratto gira le carte in tavola e mostra una tale chiusura? Trattasi forse di improvvisazione? Soprattutto se si pensa che rispetto alla proposta in Parlamento di offrire il trasporto pubblico gratuito a tutti i giovani il ministro non ha fatto una piega. Come mai in quell’occasione i soldi ci sarebbero stati?
Nel frattempo, i programmi di mobilità aziendale vanno avanti: alcuni comuni hanno stanziato crediti straordinari in favore della mobilità aziendale, oltre ai vari contributi per abbonamenti arcobaleno, buoni reka offerti a prezzo scontato dai datori di lavoro. Inoltre, a nostro parere, i CHF 5 milioni di eccedenze già disponibili possono essere spesi dal Cantone in programmi realmente utili a favore della mobilità aziendale. Piuttosto che chiedere nuovi sacrifici alla popolazione per stanziare sussidi a fondo perso, vogliamo che i Consiglieri di Stato Gobbi e Zali rivedano la spesa all’interno dei loro dipartimenti e l’efficacia della stessa. I soldi per la mobilità aziendale ci sono, bisogna solo prendere delle decisioni. Troppo facile buttare nel mucchio proposte raffazzonate peraltro fatte da altri. Noi crediamo che a questo modo di fare politica ci si debba opporre.
Il Comunicato stampa non corrisponde poi a quanto previsto dalla modifica della legge sulle imposte e tasse di circolazione dei veicoli a motore del 9 febbraio 1977; pubblicata sul Foglio ufficiale numero 95 del 28 novembre 2014, dove viene indicato un aumento dal 1% al 5%: ci chiediamo su quale base di calcolo i Ministri hanno esposto la percentuale del 1.5% di prelievo aggiuntivo. Non siamo disposti ad accettare la contabilità creativa con i soldi degli automobilisti: se la tassa, come menzionato dal Governo, aumenterà dal 2016 al 2018, si invitano i Ministri a rinunciare all’aumento dell’imposta di circolazione per attuare risparmi nelle spese dei rispettivi dipartimenti. In questo modo, ma devono almeno provarci, riusciranno a reperire i fondi necessari. I ticinesi pagano già abbastanza! Di fronte a questi ricatti, dobbiamo ricordare che i cittadini pagano già CHF 132’000’000.00 di imposte di circolazione! Il Cantone è tra i più cari della Svizzera, ben 5 volte maggiore dei vallesani e oltre il 30-40% rispetto ai grigionesi, malgrado il nostro reddito mediano sia fanalino di coda nelle statistiche elvetiche. Il nocciolo della questione rimane: come richiesto dall’ACS e dal TCS una riforma del calcolo dell’imposta di circolazione è doverosa. Chiediamo al Ministro Norman Gobbi di giustificare la differenza di tassa di circolazione tra il Ticino e il Canton Grigioni. Alla luce di ciò risulterà in modo chiaro che un ulteriore aumento non è assolutamente giustificato. In conclusione quindi i fondi per la mobilità aziendale ci sono. Vi sono ben altri compiti da svolgere, prima di chiedere nuovi aumenti delle tasse! Ma forse questo è meno pagante elettoralmente.

A nome del comitato referendista,

Alain Bühler, Presidente GUDC
Fabio Käppeli, Presidente GLRT