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Billag, la democrazia ha già perso

Tra i principali argomenti dei contrari all’iniziativa NoBillag (tra i quali ci sono anche io) c’è la difesa della democrazia, che subirebbe un grave colpo nel passasse un sì. Ma la realtà è tutt’altra: qualsiasi sia il risultato delle urne il prossimo 4 marzo, la democrazia ha già perso.

Mai come prima d’ora un dibattito politico ha scaldato così tanto gli animi e i cuori dei ticinesi come la votazione sulla NoBillag, ma quello che poteva prospettarsi come un costruttivo dibattito democratico che avrebbe portato alla partecipazione al voto di molte persone, si è in realtà trasformato come uno dei più grandi fallimenti che la democrazia Svizzera abbia visto negli ultimi due anni.

Il dibattito, sia a livello cantonale che nazionale, ha da subito preso una brutta piega, sia da parte degli iniziativisi che dai difensori del Canone: in poco tempo si sono visti sui media e sui social aumentare in modo esponenziale insulti, attacchi personali, commenti spregevoli, manomissione di cartelloni e striscioni, da parte di ambo le parte, pure, cosa assai scandalosa, dagli stessi giornalisti RSI e dagli iniziativisi. Proprio coloro che avrebbero dovuto dare l’esempio di uno scambio di opinioni pacifico e rispettoso, sono stati tra i primi a cadere nel baratro dell’impertinenza e del vilipendio. Complimenti! Vi sembra normale che il capo informazione della RSI paragoni coloro che vogliono abolire il canone a dei gerarchi nazisti? Vi sembra normale che gli stessi iniziativisi accusino i dipendenti RSI di squadrismo?

La democrazia si basa su valori come la libertà di opinione e il rispetto di idee e persone. Cosa ha dunque a che fare questo insidioso dibattito con la democrazia, quando appena uno apre bocca per esprimere qualsiasi opinione viene insultato a priori e neanche ascoltato? NoBillag No Svizzera, ma è già successo, ed è colpa di tutti noi…

Diego Baratti, Vice Presidente Giovani UDC Ticino