Una domenica nera per i giovani

I Giovani UDC Ticino prendono tristemente atto della volontà popolare della Svizzera di non volere disdire l’accordo della libera circolazione delle persone. La campagna dei contrari, basata sull’incutere incertezze, infondate paure e timori si è alla fine rilevata efficace, soprattutto in Svizzera tedesca e in Romandia. Il risultato del nostro Cantone dimostra infatti che le problematiche che affliggono il nostro territorio non sono ancora presenti oltregottardo e non sono state neanche capite.

Oggi è una domenica nera per i giovani ticinesi: questo NO nazionale scaturito dalle urne porterà ora ad un periodo di incertezze per il futuro di noi giovani in Ticino. Infatti, la situazione status quo non è più sostenibile per la nostra generazione: con la libera circolazione sempre più giovani vivranno un periodo di disoccupazione o sceglieranno di andare a vivere e lavorare oltregottardo, dove le paghe sono decisamente migliori. Il Ticino diventerà presto un paese con stipendi da fame, dove nessuno vorrà più vivere e creare una famiglia.

Non possiamo più fare finta che il problema non esista (come fanno PS, PLR e PPD), stiamo rovinando un’intera generazione e tutte quelle che seguiranno! Il risultato in Ticino è chiaro: il Consiglio Federale deve ora intervenire, andando a rinegoziare con l’Unione Europea delle condizioni quadro specifiche per il nostro cantone, in modo da poter finalmente applicare la preferenza indigena e dare finalmente la possibilità a noi giovani di formarci, vivere, lavorare e formare una famiglia nel nostro Cantone.

Ora il tema dell’immigrazione di massa a livello politico sarà archiviato per il prossimo decennio. Solo quando a Zurigo e a Berna si accorgeranno di vivere una situazione di dumping a causa di tutti i ticinesi che cercano lavoro a stipendi più bassi della media si tornerà a parlare di libera circolazione. Ma allora sarà già troppo tardi per il nostro Ticino.

Giovani UDC Ticino

Diego Baratti