È con stupore e profonda indignazione che i Giovani UDC Ticino, le sezioni romande e il partito nazionale prendono atto delle recenti decisioni adottate nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio tragico di Crans-Montana. I nostri pensieri vanno innanzitutto alle vittime di questo terribile dramma, alle loro famiglie e ai feriti che ne subiscono ancora le conseguenze.
Adesso bisogna però chiarire i fatti e le responsabilità senza pressioni e senza compromessi.
I Giovani UDC ribadiscono la loro piena e totale fiducia nella giustizia vallesana e nelle istituzioni giudiziarie svizzere, che esercitano il loro mandato con indipendenza e rigore. La Svizzera dispone di uno Stato di diritto solido e credibile. Proprio per questo, la situazione attuale risulta inaccettabile.Il rifiuto di nominare un procuratore speciale svizzero, esterno al Cantone Vallese — una soluzione interna legittima, neutrale e perfettamente adeguata — unito all’accettazione di un’assistenza giudiziaria dall’Italia, in un contesto segnato da forti e pubbliche pressioni politiche provenienti da Roma, rappresenta una scelta incoerente, debole e ingiustificabile.Difatti la Confederazione dispone di tutti gli strumenti necessari per rafforzare l’inchiesta vallesana: procuratori straordinari, sostegno intercantonale e perizie federali. Rifiutare tali mezzi, cedendo al contempo a richieste straniere, equivale a una vera e propria capitolazione politica.
Si è oltrepassata una linea rossa.
Gli avvenimenti si sono svolti in Svizzera e riguardano responsabilità comunali e cantonali, in primo luogo quelle del Comune di Crans-Montana. Consentire un’influenza straniera in un dossier di questa natura è problematico e costituisce un attacco diretto alla sovranità giudiziaria del nostro Paese.Oltre al caso specifico, è il precedente che si va a creare a destare particolare preoccupazione: accettare un’assistenza giudiziaria straniera non come scelta tecnica e condivisa, ma sotto la pressione politica e diplomatica di un altro Stato, significa introdurre una dinamica pericolosa. Si stabilisce infatti che, in futuro, basterà l’intervento pubblico di un governo estero per influenzare decisioni giudiziarie interne, aggirando gli strumenti svizzeri già previsti per garantire indipendenza, neutralità e rigore nelle inchieste sensibili. Un simile precedente indebolisce la separazione dei poteri, erode la fiducia del popolo nello Stato di diritto e apre la porta ad altre ingerenze straniere in casi futuri.La cooperazione giudiziaria internazionale deve rimanere eccezionale, rigorosamente regolamentata e fondata sull’uguaglianza tra Stati. Non può mai diventare una risposta a un ricatto politico. La sovranità e l’indipendenza della giustizia svizzera non sono negoziabili.I Giovani UDC invitano solennemente il Consiglio federale e le autorità vallesane competenti a dimostrare assoluta fermezza. La Svizzera non deve piegarsi: deve difendere le proprie istituzioni e garantire che la sua giustizia non sia mai percepita come soggetta a pressioni straniere.Su questi principi fondamentali, nessuna concessione.
Giovani UDC Ticino, Jeunes UDC Valais romand, Jeunes UDC Vaud, Jeunes UDC Genève, Jeunes UDC Neuchâtel, Junge SVP Schweiz

