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  • Proteste “pro-Palestina”: la sinistra gioca con i drammi del mondo e con la pazienzadei cittadini

    Proteste “pro-Palestina”: la sinistra gioca con i drammi del mondo e con la pazienzadei cittadini

    Lugano, 7 ottobre 2025


    Due anni dopo il 7 ottobre 2023 – il giorno in cui Hamas ha barbaricamente attaccato Israele,
    uccidendo civili, prendendo in ostaggio diverse persone e aprendo una ferita che ancora oggi
    insanguina il Medio Oriente – assistiamo, purtroppo, a un nuovo spettacolo di ipocrisia politica sulle
    nostre strade. Come di consuetudine, la sinistra trasforma un dramma internazionale in uno strumento
    di propaganda politica, utilizzandolo per cercare visibilità a scapito della sicurezza e della serenità
    della popolazione.

    Dai fatti alla degenerazione

    Nelle ultime settimane il nostro Paese è infatti stato scosso da numerose manifestazioni “pro
    Palestina” avvenute in molte città. Nel mese di giugno, a Zurigo, una manifestazione non autorizzata
    si è conclusa con ben undici arresti e diversi danni materiali. Appena pochi giorni fa, le forze di
    polizia sono state costrette a intervenire con cannoni ad acqua e gas lacrimogeni, dopo che alcuni
    manifestanti hanno appiccato incendi e agito con violenza nei confronti degli agenti presenti.
    A Berna, una protesta si è trasformata in uno scontro aperto, con lanci di oggetti e fuochi d’artificio
    contro gli agenti di polizia. A Ginevra, oltre 3’000 persone hanno bloccato l’incrocio vicino alla
    stazione di Cornavin, dando fuoco a pneumatici, paralizzando il traffico e impedendo a molti cittadini
    di rientrare a casa. Anche a Lugano, sono stati registrati forti disagi alla circolazione e una presenza
    politica che lascia veramente senza parole.

    Un doppio gioco inaccettabile: l’arroganza travestita da solidarietà

    È già inaccettabile che le nostre città vengano paralizzate da proteste spesso non autorizzate, che
    creano caos, violenza e disagi per la popolazione.
    Ma è ancora più grave vedere esponenti di partiti della sinistra in prima fila in questi cortei, proprio
    come se l’illegalità fosse un atto virtuoso. Quando coloro che siedono nei consigli comunali o nel
    Gran Consiglio partecipano ad azioni simili, viene mandato un messaggio devastante: le leggi
    valgono per tutti, tranne che per loro.
    Queste situazioni mettono in luce il solito doppio gioco che porta avanti la sinistra: si proclama
    paladina della tolleranza e della giustizia, ma nei fatti dimostra l’esatto contrario, un profondo
    disprezzo per le regole, per l’ordine pubblico e per ogni forma di rispetto.
    Le scene viste nelle nostre città negli ultimi tempi sono un vero e proprio insulto al senso civico dei
    cittadini svizzeri. Bloccare strade, disturbare famiglie, aggredire agenti e obbligare la polizia a
    intervenire non è libertà d’espressione: è arroganza.
    Queste proteste non hanno portato né pace né soluzioni, ma solo caos, fumo e divisione.
    Dietro la retorica della solidarietà si cela la solita strategia della sinistra: sfruttare drammi
    internazionali per attirare più attenzione possibile, mostrarsi “impegnata” e guadagnare visibilità,
    senza però mai offrire nulla di concreto. Insomma: tutto slogan, zero sostanza.

    Ordine e rispetto

    I Giovani UDC e il Movimento Giovani Leghisti denunciano con forza questa pericolosa deriva. È
    dovere delle autorità cantonali e comunali garantire che ogni manifestazione avvenga nel rispetto
    della legge, con percorsi concordati e limiti chiari. Coloro che organizzano o partecipano ad eventi
    non autorizzati devono risponderne penalmente e/o civilmente. La libertà di manifestare non può
    assolutamente trasformarsi nel diritto di paralizzare le città, creare disordine o insultare chi non la
    pensa allo stesso modo.
    Mettiamo finalmente fine a questa ipocrisia! Chi ha per davvero a cuore la libertà, rispetta le regole
    e gli altri. Chi rispetta il popolo, non lo prende in ostaggio per propaganda.
    La Svizzera è, e deve rimanere, un Paese di ordine, di rispetto e di equilibrio. Noi non permetteremo
    che venga trascinata nel disordine e nell’odio da una sinistra che usa le tragedie del mondo per fare
    politica da marciapiede. È tempo di serietà, di fermezza e di rispetto per chi ogni giorno lavora, paga
    le tasse e chiede soltanto una cosa: poter vivere in pace, senza doversi fermare davanti all’ennesimo
    corteo gridato da chi non ha nulla da proporre.

  • Quando l’“equità” diventa disincentivo: No all’iniziativa del 10%!

    Quando l’“equità” diventa disincentivo: No all’iniziativa del 10%!

    Nel dibattito politico attuale, l’iniziativa socialista che propone di limitare i premi della cassa malattie al 10% del reddito si presenta come una misura di giustizia sociale. Ma dietro l’apparente equità si cela un rischio sistemico: quello di minare la responsabilità individuale e incentivare il disimpegno.

    Per comprendere meglio le dinamiche che potrebbero innescarsi, vale la pena ricordare una storiella raccontata da un professore di economia ai suoi studenti. Una parabola semplice, ma sorprendentemente efficace.

    La parabola del professore

    Un professore di economia, ha cercato spesso di spiegare ai suoi studenti le dinamiche che regolano gli incentivi e i comportamenti collettivi. Una volta, però, non bastavano le parole. Così decise di fare un esperimento.

    Una sua classe era convinta che il socialismo fosse il sistema ideale: nessuno povero, nessuno ricco, tutti uguali. Quindi lui disse:

    «Perfetto. Facciamo un esperimento. Invece di valutare ciascuno individualmente, sommiamo tutti i voti e li dividiamo per il numero degli studenti. Così nessuno sarà bocciato, e nessuno avrà il voto più alto.»

    Dopo il primo esame, la media fu un 5 — un buon risultato. I più diligenti erano però delusi, mentre tra chi aveva studiato poco regnava l’entusiasmo. Al secondo esame, i meno preparati si impegnarono ancora meno, e anche i bravi pensarono: “Perché faticare, se il voto è condiviso?” Il risultato fu una media appena sufficiente. Al terzo esame, nessuno studiò più. La media fu insufficiente. Tutti bocciati.

    Il professore concluse dicendo:

    «Ecco cosa succede quando si elimina il merito. Se una parte della popolazione capisce che può ricevere senza contribuire, e chi contribuisce capisce che il proprio impegno non viene riconosciuto, il sistema collassa. Non per ideologia, ma per logica.»

    Collegamento all’iniziativa del PS

    Questa storiella, illustra perfettamente il rischio insito nell’iniziativa socialista. Limitare i premi della cassa malattie al 10% del reddito può sembrare una misura equa, ma in realtà introduce un incentivo perverso: le persone farebbero i propri calcoli e si accorgerebbero che, riducendo il proprio reddito — ad esempio lavorando meno o scegliendo impieghi meno retribuiti — potrebbero beneficiare maggiormente dei sussidi per la cassa malattie (RIPAM).

    Infatti, più basso è il reddito, più velocemente si raggiunge la soglia del 10%, oltre la quale lo Stato interviene per coprire la differenza. In pratica, chi lavora poco o guadagna meno riceve un aiuto diretto, mentre chi lavora di più e guadagna meglio finisce per finanziare il sistema senza riceverne alcun vantaggio. Alla fine del mese chi per propria scelta lavora e guadagna di meno rischia d’aver di più nel borsello di chi lavoro duro e si impegna per migliorare le proprie condizioni di vita. Il messaggio implicito è chiaro: conviene lavorare meno per ricevere di più.

    Questo meccanismo incentiverebbe un comportamento razionale ma profondamente dannoso: il disimpegno. Se il sistema premia chi contribuisce meno, nel tempo sempre più persone ridurrebbero il proprio sforzo, fino a quando non ci sarebbe più nessuno disposto a sostenere i costi del sistema. Proprio come nella classe del professore, dove alla fine nessuno studiava più.

    L’equità non si costruisce livellando verso il basso, ma creando un sistema che protegga i più vulnerabili senza scoraggiare chi si impegna. Senza questo equilibrio, le casse del nostro cantone si svuoteranno molto velocemente e qualsiasi sistema sociale smetterà di funzionare.

    Vi invito quindi di votare No all’iniziativa socialista per il 10%!

    Nicolò Ghielmini

  • Losanna: Esponente UDC aggredito. Partiti di sinistra complici!

    Losanna: Esponente UDC aggredito. Partiti di sinistra complici!

    Di fronte ai gravissimi disordini verificatisi a Losanna, i Giovani UDC Ticino e il Movimento Giovani Leghisti ritengono doveroso esprimere con chiarezza e fermezza la propria posizione: la violenza non può mai essere tollerata né giustificata.

    I fatti hanno origine da un incidente stradale. Secondo le informazioni disponibili, un giovane diciassettenne era alla guida di uno scooter rubato, senza patente e in fuga dalla polizia. L’incidente si è verificato nelle prime ore di domenica 24 agosto 2025, quando il ragazzo ha perso il controllo del mezzo, schiantandosi contro un muro. Le autorità hanno confermato che non vi è stato alcun contatto tra lo scooter e l’auto della polizia, che seguiva a distanza con i lampeggianti accesi. Il giovane, residente a Losanna, viaggiava a velocità eccessiva in una zona con limite di 30 km/h. L’inchiesta penale è in corso, ma i primi riscontri confermano l’assenza di responsabilità da parte degli agenti.

    Nonostante ciò, invece di attendere l’accertamento dei fatti, quartieri della città sono stati devastati da proteste violente e organizzate, prive di qualsiasi giustificazione. Centinaia di individui incappucciati hanno messo a ferro e fuoco Losanna. I disordini hanno poi portato all’aggressione del consigliere comunale Thibault Schaller, esponente UDC di Losanna. Durante la prima notte di violenze, Schaller è stato riconosciuto poco lontano da casa sua, insultato come “fascista” e brutalmente picchiato da un gruppo di manifestanti, presunti “Antifa” incappucciati. Secondo la sua testimonianza, è stato colpito, gettato a terra e inseguito da una quindicina di persone, riuscendo a salvarsi solo grazie all’intervento della polizia. Questo episodio dimostra come gruppi solitamente di sinistra considerino l’uso della violenza un mezzo legittimo per fare politica.

    I partiti di sinistra sono responsabili del clima politico attuale che porta a questi episodi. Esponenti del PS, dei Verdi, della GISO e dei Giovani Verdi non esitano a strizzare l’occhio a movimenti estremisti, legittimando la violenza invece di condannarla. Attaccano la polizia con accuse prive di fondamento, arrivano persino a proporne il disarmo (come nel caso di Ilias Panchard, presidente dei Verdi di Losanna), marciano al fianco di questi gruppi radicali (come Fabian Molina, consigliere nazionale di Zurigo) e, in altri casi, ne fanno direttamente parte in prima persona (come in gioventù Cédric Wermuth, presidente nazionale del PS).

    È giunto il momento di dire basta all’ambiguità ideologica e alla tolleranza verso chi semina odio e distruzione. La Svizzera non può permettersi di normalizzare la violenza come strumento di pressione politica, né di accettare che le sue istituzioni vengano indebolite da chi, sotto il velo dell’attivismo, promuove l’anarchia e il disordine.

    I giovani hanno il diritto di vivere in un Paese dove la sicurezza è garantita, dove il dibattito politico si svolge nel rispetto reciproco e dove le forze dell’ordine non sono bersaglio di campagne di delegittimazione. Chi attacca la polizia, chi giustifica le aggressioni, chi propone il disarmo delle autorità, non sta difendendo la democrazia: la sta minando.

    I Giovani UDC Ticino e il Movimento Giovani Leghisti continueranno a battersi per una Svizzera libera dalla violenza, fondata sul rispetto della legge, sulla responsabilità individuale e sulla difesa delle istituzioni. Non arretreremo di fronte all’estremismo, né accetteremo che venga mascherato da attivismo politico.

    La democrazia non si difende con i pugni. Si difende con il coraggio di dire la verità.

  • Primo maggio: Festa dei lavoratori o teatro ideologico della sinistra?

    Primo maggio: Festa dei lavoratori o teatro ideologico della sinistra?

    1° maggio 2025 – Invece di celebrare le “conquiste degli operai”, anche nella giornata odierna molte piazze si trasformano nel teatro delle varie assurdità della sinistra. Oggi è solo l’apice delle proteste che vanno avanti tutto l’anno, che bloccano i nostri centri cittadini e che spesso vengono accompagnate da atti vandalici. Dalla “giustizia climatica” ai “diritti” di minoranze sempre più scollegati dai doveri, dalla crociata contro i “ricchi” alla criminalizzazione dell’impresa privata, fino alla vergognosa glorificazione di Hamas. Il pretesto cambia, ma l’obiettivo delle proteste resta lo stesso: imporre tasse e divieti, ossia l’agenda politica che distrugge opportunità e penalizza chi si rimbocca le maniche tutti giorno.

    Come questo debba aiutare gli operai rimane un vero mistero

    Ringraziamo chi fa le consegne a domicilio, chi coltiva la terra, chi lavora nei cantieri, chi ripara, chi lavora per le organizzazioni di pronto soccorso, e tutti gli altri che ogni mattina si alzano rimboccandosi le maniche. Ma ringraziamo anche chi mette in gioco i propri risparmi aprendo nuove attività, creando posti di lavoro per noi ticinesi.

    I GUDC ringraziano i lavoratori e gli imprenditori che creano il nostro benessere

    Noi, Giovani UDC Ticino, chiediamo per tutti i lavoratori e gli imprenditori che venga difeso il loro diritto a lavorare e di creare. Siamo contro uno Stato ideologizzato che scoraggia il lavoro onesto e l’assunzione di rischi espropriandone i frutti attraverso tasse e burocrazia. Per noi, il lavoro e l’imprenditorialità devono valerne la pena: devono essere riconosciuti, tutelati e incentivati – non ostacolati.

    In questo 1° maggio, non ci uniamo a chi causa clamore. Noi stiamo con chi lavora.

  • Votiamo 4xSì il 24 novembre!

    Votiamo 4xSì il 24 novembre!

    Lugano, 22 ottobre 2024 – I Giovani UDC Ticino, riunitisi lo scorso 12 ottobre 2024, hanno deciso di sostenere con convinzione i quattro oggetti in votazione del prossimo 24 novembre.

    Decreto federale sulla Fase di potenziamento 2023 delle strade nazionali

    Il potenziamento delle strade nazionali è essenziale per migliorare la mobilità e ridurre la congestione del traffico. Questo investimento garantirà una rete stradale moderna e sicura, fondamentale per la nostra economia e la qualità della vita quotidiana dei cittadini. Votiamo per un’infrastruttura stradale efficiente e all’avanguardia.

    Modifica del Codice delle obbligazioni: sublocazione

    La modifica delle regole sulla sublocazione introdurrà una regolamentazione più rigorosa per prevenire abusi, come le sublocazioni non autorizzate tramite piattaforme digitali. Le nuove norme mirano a evitare che, in tempi di scarsità di alloggi, le locazioni vengano sfruttate in modo inappropriato a scapito dei cittadini bisognosi di un’abitazione.

    La proposta richiede che i locatari debbano ottenere un’autorizzazione scritta per subaffittare, con una notifica obbligatoria per ogni cambiamento nelle condizioni della sublocazione. Inoltre, i proprietari potranno impedire sublocazioni che superano i due anni e annullare il contratto di locazione entro 30 giorni in caso di violazioni.

    Votiamo Sì per una gestione più trasparente e giusta delle sublocazioni, che protegga sia gli affittuari che i proprietari.

    Modifica del Codice delle obbligazioni: disdetta per bisogno personale

    Le modifiche sulle disdette per bisogno personale faciliteranno l’uso di proprietà da parte dei proprietari. Attualmente, è necessario dimostrare un “bisogno urgente” per poter risolvere un contratto di locazione. La nuova normativa propone di sostituire questo requisito con quello di un “bisogno attuale e significativo”, semplificando le procedure per i proprietari che desiderano riutilizzare i propri spazi.

    Questa misura ridurrà le lunghe battaglie legali attualmente necessarie per far valere il diritto alla proprietà. Gli affittuari manterranno comunque la possibilità di contestare una disdetta in tribunale, ma il bisogno del proprietario verrà preso maggiormente in considerazione.

    Votiamo Sì per una maggiore equità tra il diritto alla proprietà e la protezione degli inquilini, consentendo ai proprietari di utilizzare più facilmente i propri immobili.

    Modifica della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal): Finanziamento uniforme delle prestazioni (EFAS)

    Reputiamo la riforma EFAS necessaria per garantire una diminuzione dei costi sanitari. La riforma cambiando la spartizione dei costi delle cure ospedaliere e ambulatorie, creerà incentivi per rinunciare a cure ospedaliere in favore delle cure ambulatorie meno costose. Il risparmio stimato di 440 milioni di franchi annui e una potenziale riduzione dei premi rappresentano obiettivi concreti che rendono questa modifica cruciale per il futuro del nostro sistema sanitario. Le cure ambulatoriali possono inoltre offrire numerosi vantaggi per i pazienti, tra cui una riduzione del rischio di infezioni e un minor stress per il personale ospedaliero. Votiamo per una riforma che bilanci i costi e migliori l’efficienza del nostro sistema sanitario, a beneficio di tutti i cittadini.

    I Giovani UDC Ticino invitano tutti i cittadini a partecipare attivamente a questa importante votazione e a sostenere le proposte in votazione, che riteniamo essenziali per lo sviluppo e il benessere del nostro Paese.

  • De Rosa deve assumersi le sue responsabilità!

    De Rosa deve assumersi le sue responsabilità!

    Lugano, 27 settembre 2024 – I Giovani UDC Ticino esprimono il loro profondo rammarico in merito al recente annuncio dell’aumento dei premi di cassa malati per il 2025. L’incremento del +10.5% nel Cantone Ticino, nettamente superiore alla media nazionale del +6%, evidenzia una preoccupante incapacità del nostro Dipartimento della sanità e della socialità di adottare misure efficaci per contrastare i costi sanitari. Di fronte a questi dati, è evidente che in altri cantoni si sono attuate strategie migliori per contrastare l’aumento. Pertanto, si auspica che qualcuno, magari anche il responsabile politico del dipartimento, ne tragga le dovute conseguenze e si assuma la responsabilità.

    I GUDC Ticino ritengono necessaria una nuova guida, capace di affrontare il problema dei costi a livello cantonale con misure decise, anche radicali. In concreto, propongono le seguenti azioni:

    • Ripianificare l’offerta ospedaliera, anche ridimensionando o chiudendo strutture esistenti.
    • Creare un sistema di monitoraggio dell’efficienza all’interno delle singole strutture ospedaliere, per individuare possibili miglioramenti e aumentare l’efficienza dei processi, con l’obiettivo di ridurre i costi.
    • Introdurre la piena deduzione fiscale dei premi di cassa malati, compensando così le spese sanitarie con uno sconto fiscale.

    Tuttavia, la responsabilità non ricade unicamente a livello cantonale. Dal 1993 al 2002, il Dipartimento federale dell’interno è stato presieduto dalla consigliera federale socialista Ruth Dreifuss, che ha introdotto l’attuale sistema assicurativo fallimentare. Successivamente, dal 2012 al 2023, lo stesso dipartimento è stato guidato dal suo compagno di partito Alain Berset, e dall’inizio del 2024 è sotto la guida di Elisabeth Baume-Schneider. Nonostante la resistenza della sinistra, riteniamo che sia giunto il momento di un cambio di paradigma.

    È necessario abbandonare le politiche socialiste che hanno finora caratterizzato il settore sanitario e muoversi verso una maggiore liberalizzazione e responsabilizzazione dei cittadini. Tra le misure proposte dai GUDC Ticino vi è la possibilità di:

    • Permettere l’importazione parallela di medicamenti ancora protetti da brevetti, per abbassarne il costo medio.
    • Aumentare la franchigia minima per ridurre i costi a carico delle casse malati, disincentivando al contempo il ricorso eccessivo a visite mediche o ospedaliere per problematiche di lieve entità.
    • Dare più libertà alle casse malati di offrire pacchetti assicurativi di base meno esaustivi, consentendo agli assicurati di rinunciare a determinate prestazioni in cambio di uno sconto.
    • Estendere le cure ambulatoriali, spesso più economiche rispetto a quelle stazionarie e, in molti casi, più che sufficienti.
    • Limitare le prestazioni sanitarie per i richiedenti d’asilo, che si aggirano attualmente attorno ai 900 CHF all’anno a persona.

    Se il ministro cantonale del centro e la ministra federale socialista non vogliono o non sono in grado di attuare riforme efficaci per ridurre i costi della sanità, allora per loro è giunto il momento di mettersi da parte. I GUDC Ticino chiedono un cambiamento immediato, affinché si possa finalmente garantire un sistema sanitario economicamente più sostenibile ed efficiente per tutti i cittadini.

  • I Giovani UDC Ticino chiedono l’abbattimento totale dei lupi problematici!

    I Giovani UDC Ticino chiedono l’abbattimento totale dei lupi problematici!

    I Giovani UDC Ticino chiedono con urgenza l’abbattimento immediato di tutti i lupi problematici in Ticino, senza fare distinzione se sono lupi in branco o solitari, in risposta ai recenti eventi che hanno evidenziato l’alta frequenza degli attacchi di questi predatori contro il bestiame. La situazione è divenuta insostenibile, soprattutto per gli alpeggi, che vedono i propri animali brutalmente uccisi. Gli ultimi attacchi nel Canton Ticino sottolineano la necessità di adottare misure decisive e immediate per proteggere le attività agricole e garantire la sicurezza delle comunità locali.

    Nel comune di Bedretto, il 13 agosto sono state trovate morte undici pecore, che si aggiungono alle undici già uccise il 29 luglio scorso. Purtroppo, l’Alta Leventina non è l’unica area colpita da questi attacchi. In Valle di Blenio, infatti, un lupo ha ucciso sei pecore l’8 agosto. Testimonianze riferiscono inoltre di episodi avvenuti tra venerdì e sabato nella zona del Monte Tamaro, dove una capra è stata predata e numerose altre risultano ancora disperse. Già lo scorso anno, nello stesso alpeggio, sono state segnalate 25 capre morte. L’ultimo episodio riportato dai media risale a ieri, quando tre capre sono state trovate morte a Bosco Gurin. Oltre al bestiame ucciso, si contano anche numerosi animali feriti e dispersi. Questi episodi, insieme a molti altri, dimostrano come la diffusione del lupo sia diventando un problema serio che interessa ormai vaste aree del Ticino, mettendo in serio pericolo l’esistenza degli alpeggi.

    I Giovani UDC denunciano l’inefficacia delle attuali misure di contenimento dei lupi, evidenziata dalla frequenza delle predazioni. Il lupo rappresenta una minaccia inaccettabile per l’agricoltura svizzera e per la tradizione alpina, una situazione che non può più essere tollerata. È quindi tempo di proteggere i nostri allevatori, ponendo fine al romanticismo che circonda la figura del lupo.

    I Giovani UDC chiedono quindi al Consiglio federale e alle autorità competenti di rivedere con urgenza la politica di gestione del lupo, autorizzando l’abbattimento immediato di tutti i lupi problematici e di valutare il futuro abbattimento di tutti i lupi presenti sul territorio, al fine di garantire la sicurezza delle comunità e la sopravvivenza delle attività agricole montane.

  • I Giovani UDC sostengono la Riforma LPP e si oppongono all’iniziativa per la Biodiversità.

    I Giovani UDC sostengono la Riforma LPP e si oppongono all’iniziativa per la Biodiversità.

    Lugano, 20 agosto 2024 – I Giovani UDC Ticino si sono riuniti mercoledì scorso per discutere le imminenti votazioni del 22 settembre 2024. Al termine di un dibattito approfondito, è stata presa la decisione di sostenere la Riforma della Legge sulla Previdenza Professionale (LPP) e di opporsi fermamente all’Iniziativa per la Biodiversità.

    La Riforma LPP è considerata una misura indispensabile per garantire la sostenibilità del sistema previdenziale svizzero a lungo termine. La riforma è ritenuta necessaria per preservare la stabilità economica delle casse pensioni, offrendo al contempo una maggiore inclusione nel secondo pilastro per una parte più ampia della popolazione.

    Contestualmente, i Giovani UDC Ticino esprimono una forte opposizione all’iniziativa per la Biodiversità, ritenendola eccessiva e dannosa per lo sviluppo economico e agricolo della Svizzera. Pur riconoscendo l’importanza della tutela ambientale, ritengono che questa non debba compromettere l’economia agraria né la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare ed energetica del Paese. L’iniziativa prevede infatti la trasformazione di superfici destinate all’agricoltura, alla selvicoltura, all’abitazione e alla produzione energetica in zone protette per la biodiversità, dove le attività economiche sarebbero fortemente limitate o addirittura vietate.

    Per queste ragioni, i Giovani UDC Ticino si impegnano a contrastare con determinazione l’Iniziativa per la Biodiversità, e invitano tutti i membri e simpatizzanti a unirsi in questa battaglia per una Svizzera forte, equa e sostenibile, orientata al futuro con pragmatismo e responsabilità.

  • In arrivo nuove proposte di modifica della legge tributaria!

    In arrivo nuove proposte di modifica della legge tributaria!

    I Giovani UDC prendono atto dei risultati odierni delle votazioni cantonali e federali.

    A livello ticinese, prendiamo atto con grande rammarico dell’accettazione delle misure di compensazione IPCT. Invece, siamo molto soddisfatti della bocciatura dell’acquisto dello stabile EFG e dell’accettazione della riforma fiscale.

    Purtroppo, il terrore mediatico dei sindacalisti ha dato i suoi frutti. I Giovani UDC si vedono quindi in dovere di rafforzare la propria battaglia contro i privilegi degli statali, affinché non siano i lavoratori del settore privato, che certi privilegi non hanno, a dover pagare la fattura. Invece, con la bocciatura dell’acquisto dello stabile EFG, i cittadini si sono espressi contro una spesa poco appropriata. Anche in futuro, i Giovani UDC si batteranno contro spese inappropriate e a favore di un rallentamento generale della crescita delle spese per raggiungere il pareggio di bilancio dei conti cantonali.

    L’accettazione della riforma fiscale, che prevede misure di compensazione per l’aumento previsto del moltiplicatore, un aumento della deducibilità dei costi professionali, una modernizzazione della tassazione delle successioni e la diminuzione del peso fiscale per i cittadini abbienti, rappresenta un primo passo nella giusta direzione. Con la riforma odierna, il divario di attrattività fiscale con altri Cantoni diminuisce, ma resta comunque ancora ampio, inducendo anche in futuro molti cittadini e aziende a scegliere altri Cantoni dove insediarsi. Ciò sottolinea la necessità di proseguire sulla strada intrapresa e confermata dai cittadini ticinesi, ossia di diminuire il peso fiscale per tutti e modernizzare la legge tributaria per trasformare l’attuale svantaggio in un possibile vantaggio.

    I Giovani UDC, da sempre sostenitori di meno imposte, tasse e balzelli, sono già al lavoro per sviluppare ulteriori riforme. Una proposta, che mira a incentivare l’insediamento e gli investimenti di imprese private sul territorio ticinese, aumentando così il benessere collettivo, verrà presentata sotto forma di iniziativa parlamentare elaborata nelle prossime settimane al gruppo UDC in Gran Consiglio e poi al parlamento stesso.

    A livello federale, siamo soddisfatti che l’iniziativa per premi meno onerosi sia stata respinta. Questo rappresenta un nuovo inizio per i giovani svizzeri che, grazie alle azioni coraggiose della popolazione, credono che il contratto intergenerazionale, rotto con l’adozione della 13esima AVS, possa tornare in auge. “L’iniziativa segna un cambiamento significativo nella politica sanitaria del Paese e rafforza il nostro impegno affinché i giovani non siano più gravati dagli oneri finanziari delle generazioni precedenti,” afferma Diego Baratti, vicepresidente dei Giovani UDC Svizzera, nonché presidente della sezione ticinese. Ora però, la politica deve agire per ridurre i costi, riducendo i servizi di base, migliorando la pianificazione ospedaliera intercantonale, espandendo la medicina ambulatoria e liberalizzando le importazioni di medicinali.

    Inoltre, i Giovani UDC sono lieti di constatare il netto rifiuto dell’iniziativa sul falso freno ai costi. Sarebbe stato il peggior scenario possibile se entrambe le proposte di assicurazione sanitaria fossero state accettate.

  • Tolleranza zero nei confronti dell’antisemitismo all’Università della Svizzera Italiana

    Tolleranza zero nei confronti dell’antisemitismo all’Università della Svizzera Italiana

    Nel corso degli ultimi giorni, purtroppo, si è manifestata la brutta faccia dell’antisemitismo nelle università svizzere. Organizzazioni estremiste di sinistra e islamiste, con il sostegno attivo dei partiti giovanili del PS e dei Verdi, hanno occupato illegalmente gli atenei, copiando dagli eventi accaduti nelle università americane.


    Durante queste occupazioni chiedono il boicottaggio di aziende israeliane e invitano le direzioni degli atenei a interrompere le relazioni con le università israeliane. Tali richieste minacciano le libertà di ricerca e d’insegnamento delle nostre università, sostenute principalmente da finanziamenti pubblici a beneficio dei giovani, evocando ricordi oscuri del secolo scorso.
    E come se ciò non bastasse, frasi come ” From the River to the Sea, Palestine will be free”, che non significa altro che lo Stato di Israele deve scomparire, vengono pronunciate esprimendo simpatia per gli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023, che mirano proprio alla distruzione di Israele e allo sterminio della popolazione ebraica. Inoltre, anziché condannare gli atti di Hamas, gli occupanti accusano Israele di commettere un genocidio nei confronti dei palestinesi. Forse è necessario ricordare che le operazioni militari di Israele sono soltanto un atto di autodifesa per impedire un vero genocidio nei confronti della popolazione non musulmana.


    Naturalmente, anche in Ticino, gli estremisti di sinistra, noti per innumerevoli atti di vandalismo e per le molte occupazioni di edifici nel luganese, spalleggiati dai partiti giovanili del PS, dei Verdi e del PC, si sentono in dovere di organizzare attività e manifestazioni apparentemente a sostegno della popolazione civile palestinese. In realtà ci si può aspettare che vengano fatte le stesse richieste e che verrà sostenuta e diffusa la stessa propaganda antisemita, come negli altri atenei svizzeri.


    Come Giovani UDC Ticino, condanniamo le occupazioni delle università e ci aspettiamo che all’interno dell’Università della Svizzera Italiana non venga tollerato alcun antisemitismo. Se gli estremisti di sinistra dovessero disturbare in qualche modo le attività educative e di ricerca, ci aspettiamo che le manifestazioni vengano interrotte immediatamente dall’Università, con il sostegno della polizia se necessario. Se dovessero verificarsi atti di vandalismo o se le manifestazioni dovessero trasformarsi in un’occupazione dell’USI, ci aspettiamo un intervento immediato della polizia per sgomberare e conseguenze disciplinari da parte dell’USI nei confronti di tutti gli studenti coinvolti.