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  • Arginare la pressione dall’estero sul mercato di lavoro

    Arginare la pressione dall’estero sul mercato di lavoro

    Perché chi lavora in Ticino guadagna oltre 1’600 franchi al mese in meno che non a Zurigo? E’ normale che infermieri, personale domestico e tecnico, impiegati di commercio, manager, professionisti qualificati in ogni tipo di mestiere, professionisti qualificati tanto quanto nel resto del paese, con anni e anni di scuole professionali e universitarie alle spalle, anzi: con una lingua in più rispetto agli altri cantoni (visto che loro l’italiano non lo devono sapere), guadagnino molto meno che in ogni altro cantone? E’ normale che i nostri disoccupati qualificati fatichino a trovare lavoro perché vengono sostituiti da personale estero con meno pretese (o necessità) salariali? Certo che non è normale, e tutti gridiamo allo scandalo, ma il Ticino soffre più di ogni altro Cantone dell’afflusso incontrollato di lavoratori a basso costo dal di fuori. Ecco perché da noi si guadagna molto meno. Ma finché non prendiamo in mano la situazione non cambierà mai nulla. Il 27 settembre abbiamo l’opportunità di dare un segnale forte e votare SI all’iniziativa per la limitazione dell’immigrazione. Non si tratta di chiudere le frontiere come i contrari ci vogliono far credere, ma si tratta di creare un equilibrio tra le necessità del nostro mercato e la pressione dal di fuori. Dovremo votare SI per dare un futuro ai nostri giovani e ai nostri disoccupati.

     

    Denny Bettelini

    Giovani UDC Ticino

  • Iniziativa per la limitazione: chi si batte per il clima dovrebbe votare SI

    Iniziativa per la limitazione: chi si batte per il clima dovrebbe votare SI

    Chi si batte per il clima dovrebbe votare SI all’iniziativa per la limitazione. Sembra un paradosso, ma in realtà non è così: è una scelta molto logica e sensata.

    Dall’introduzione della piena libertà di circolazione delle persone nel 2007, un numero netto di circa 75.000 persone è immigrato in Svizzera ogni anno, di cui 50.000 stranieri dell’UE. Ognuna di queste persone ha bisogno di un appartamento, un mezzo di trasporto, usa servizi statali e consuma acqua ed elettricità. Allo stesso tempo, la Svizzera dovrebbe ridurre le emissioni di CO2, smettere di costruire sui terreni coltivati e tenere sotto controllo i costi sanitari.

    Per dare abitazione al circa 1 milione di immigrati abbiamo dovuto costruire nuove abitazioni su un’area grande come 57.000 campi da calcio.  Si tratta di 407 milioni di metri quadrati di natura che sono stati ricoperti di cemento.  Questo include circa 454.000 nuovi appartamenti.

    Un milione di immigrati significa anche 543.000 auto in più e 789 autobus in più sulle strade e 9 miliardi di chilometri percorsi in più. Se la Svizzera dovesse raggiungere davvero entro il 2030 la popolazione di 10 milioni di abitanti, sarà necessario un ulteriore aumento della rete stradale, in quanto sempre più auto saranno in circolazione, emettendo anche ulteriore C02. L’ufficio federale dello sviluppo territoriale prevede infatti che il numero di automobili in circolazione nel 2040 aumenterà ancora del 26%.

    L’immigrazione incontrollata ha conseguenze anche sul consumo di energia. Con la Strategia energetica 2050, la Svizzera ha deciso che entro la fine del 2035 il consumo di energia pro-capite deve diminuire del 43% rispetto al 2020. Ciò per compensare l’elettricità prodotta dalle centrali nucleari, che devono essere chiuse per motivi politici. Tra l’anno di riferimento 2000 e il 2018, il consumo di energia pro-capite è diminuito del 18,8%, soprattutto a causa del progresso tecnico (motori a combustione efficienti, nuova tecnologia edilizia, lampade a LED, apparecchi a basso consumo, produzione interna di energia solare, ecc.) Nello stesso periodo, tuttavia, il consumo totale di energia in Svizzera è diminuito solo dell’1,9%. In altre parole, gli effetti di risparmio di ogni singolo svizzero sono quasi completamente assorbiti dalla crescita della popolazione a causa dell’immigrazione incontrollata

    Secondo l’accordo sul clima di Parigi, la Svizzera dovrebbe ridurre le emissioni di C02 del 50% entro il 2030. Quando la Svizzera siglò il trattato, nel 1990, aveva però 6,5 milioni di abitanti. Con la libera circolazione delle persone, nel 2030 in Svizzera vivranno 10 milioni di persone, che consumano, si spostano e producono CO2. Anche supponendo un graduale rinuncio alle automobili e una netta riduzione di emissioni nel settore industriale, con una popolazione così grande sarà impossibile per una Svizzera con oltre 10 milioni di abitanti di raggiungere l’obbiettivo previsto dell’accordo di Parigi.

    È pertanto necessario che la Svizzera torni a gestire in modo autonomo la propria immigrazione. Una Svizzera da 10 milioni di abitanti non è sostenibile né dal punto di vista economico ne dal punto di vista climatico.

     

    Fonti:

    https://www.admin.ch/gov/de/start/dokumentation/medienmitteilungen.msg-id-77940.html

    https://www.bfs.admin.ch/bfs/de/home/statistiken/raum-umwelt/bodennutzung-bedeckung/siedlungsflaechen/einwohner.assetdetail.348986.html

    Bundesamt für Raumentwicklung (2016): «Perspektiven des Schweizerischen Personen-und Güterverkehrs bis 2040. Synthesebericht», S. 32

    BFE, Energiestrategie 2050, Monitoring-Bericht 2019, S.10

    Diego Baratti

    Presidente Giovani UDC Ticino

  • DIEGO BARATTI NUOVO PRESIDENTE DEI GIOVANI UDC

    DIEGO BARATTI NUOVO PRESIDENTE DEI GIOVANI UDC

    I Giovani UDC, riuniti in assemblea a Mezzovico, hanno eletto all’unanimità Diego Baratti come nuovo presidente cantonale.

    Un partito in crescita

    Il presidente uscente Daniel Grumelli ha deciso di non sollecitare un nuovo mandato al fine di dare un nuovo slancio giovanile alla sezione, e per concentrarsi sulle sue attività nella sezione UDC di Monteceneri. Nel suo rapporto di chiusura Grumelli ha elencato i continui passi avanti fatti dai Giovani UDC nel ritagliarsi un proprio spazio nella politica cantonale: “Siamo un partito in crescita. Negli ultimi 4 anni abbiamo quasi duplicato il numero di membri, e siamo stati protagonisti nella politica giovanile cantonale: la campagna per prima i nostri, quella contro la nuova legge dei casinò, la raccolta firme pe l’iniziativa per la limitazione e da ultimo le comunali, poi annullate, dove avevamo portato ben 30 giovani a candidarsi, battendo per numero Giovani Socialisti, Giovani Verdi e Giovani Leghisti!”

     

    Prossimo obbiettivo: Comunali 2021

    Al timone del movimento giovanile è stato eletto Diego Baratti, classe 1997, che attualmente sta completando il bachelor in economia aziendale all’Università di San Gallo. Consigliere Comunale a Ponte Capriasca, Baratti è anche membro del direttivo nazionale dei Giovani UDC Svizzera nonché membro del Direttorio del Comitato Contro una Strisciante Adesione all’Unione Europea. “Il mio obbiettivo è quello di continuare a far crescere il nostro movimento. Il nostro prossimo importante appuntamento saranno le Elezioni Comunali di aprile 2021, dove vorremmo presentare ancora più candidati e raggiungere l’elezione di nuovi consiglieri comunali, e magari anche un municipale”.

    Ad affiancare la nuova presidenza ci saranno i due vice Claudia Carelle (Giubiasco) e Davide Piatti (Savosa), il segretario cantonale Matteo Ortelli (Porza) e il responsabile campagne Tiziano Sala (Novaggio).

     

    Indicazioni di voto per il 27 settembre

    I Giovani UDC hanno inoltre preso posizione sui temi in votazione il prossimo 27 settembre, sostenendo tutti i 5 oggetti al vaglio popolare: in particolare il neo presidente Diego Baratti ha ricordato l’importanza di mobilizzare amici e conoscenti a sostegno dell’iniziativa per la limitazione, per poter finalmente portare ad un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro e assicurare un futuro ai giovani, mentre il presidente uscente Grumelli ha ricordato come sia importante che la famiglia ritorni al centro dell’azione e dell’agenda politica dei giovani, auspicando un Si al congedo paternità e l’aumento della deduzione per i figli. I membri hanno anche approvato all’unanimità il credito per i nuovi aerei da combattimento e la nuova legge sulla caccia.

  • “Contro la discriminazione”: I Giovani UDC lanciano la campagna per l’iniziativa per la limitazione

    “Contro la discriminazione”: I Giovani UDC lanciano la campagna per l’iniziativa per la limitazione

    Gli immigrati provenienti da paesi extracomunitari dovrebbero avere le stesse opportunità dei cittadini dell’UE: questo è l’argomento che i Giovani UDC utilizzano nella loro campagna. Si tratta di un’immigrazione moderna e aperta.

    I Giovani UDC Svizzera hanno presentato oggi a Berna la loro campagna per l’iniziativa per la limitazione, con il titolo: “Per un’immigrazione aperta e non discriminatoria a vantaggio di tutti”

    Infatti, solo l’immigrazione controllata è un’immigrazione che va a beneficio di tutti. L’Accordo sulla libera circolazione delle persone non è sinonimo di immigrazione aperta e libera dove tutti hanno pari opportunità, perché si applica solo ai cittadini dell’UE. Ciò è discriminatorio nei confronti di tutti gli altri stranieri. Inoltre, il sistema attuale è erroneamente orientato verso la manodopera a basso costo, e non aiuta il reclutamento globale di specialisti, di cui la Svizzera in alcuni settori ha effettivamente bisogno. La forza lavoro straniera dovrebbe completare e rafforzare la forza lavoro interna, non sostituirla.

    L’accesso a manodopera straniera a basso costo, garantito dalla libera circolazione delle persone, ha portato noi giovani con poca esperienza lavorativa a diventare superflui ed essere visti più come un costo invece che un investimento. I giovani devono sapere che saranno utili nel loro paese anche in futuro con i loro talenti, senza continue e insostenibili pressioni e preoccupazioni. I giovani in Svizzera vogliono poter continuare a lavorare, realizzare i propri sogni e creare una famiglia nel nostro bellissimo paese.

    Oltre alla parità di trattamento degli immigrati, i Giovani UDC presentano anche argomenti ecologici. Dall’introduzione della libera circolazione delle persone nel 2007, la popolazione è cresciuta di un milione di persone. Il paese è ricoperto di cemento, siamo costantemente nel traffico e stressati. Ora bisogna agire, anche se questo potrebbe avere effetti negativi a breve termine. Chi non vuole risolvere i problemi dell’immigrazione di massa mette il profitto a breve termine al di sopra del benessere a lungo termine.

     

  • Dalle parole ai fatti: i Giovani UDC portano “SOS Disoccupazione giovanile” in Parlamento

    Dalle parole ai fatti: i Giovani UDC portano “SOS Disoccupazione giovanile” in Parlamento

    Alla fine di maggio 2020 i Giovani UDC avevano lanciato un piano d’azione in cui hanno presentato misure concrete per combattere la disoccupazione giovanile. Ora dalle parole siamo passati ai fatti: i Giovani UDC hanno oggi presentato due proposte parlamentari in questo senso.

    La situazione si fa oggi ancora più drammatica: dopo che il numero dei disoccupati sotto i 25 anni iscritti agli uffici di collocamento era già aumentato di oltre il 18 per cento a fine aprile rispetto al mese precedente, le cifre di fine maggio sono nuovamente peggiorate. In totale sono stati registrati come disoccupati quasi 18.000 giovani sotto i 25 anni, senza il numero di casi non denunciati. Se migliaia di giovani dovessero perdere l’opportunità di entrare nella vita lavorativa, le conseguenze saranno drammatiche: c’è il rischio di scivolare nella disoccupazione di lunga durata senza prospettive o in un livello salariale costantemente basso che non può essere migliorato a lungo termine. Per non parlare del potenziale sprecato, mai esaurito.

    In un momento in cui migliaia e migliaia di piccole e medie imprese si battono per la loro esistenza, molti apprendistati e posti di lavoro sono sull’orlo del collasso. Secondo gli esperti di educazione, l’aumento davvero grande della disoccupazione giovanile deve ancora arrivare e raggiungerà dimensioni minacciose a partire dall’estate 2020. Vogliamo prevenire tutto questo con tutte le nostre forze. Per evitare che i giovani subiscano ulteriori conseguenze dalla crisi post covid, chiediamo che tutte le aziende che continuano a fornire apprendistati e permettono ai giovani di entrare nel mercato del lavoro devono ora ricevere un sostegno attivo.

    I Giovani UDC hanno quindi presentato due proposte parlamentari, che sono state presentate dal consigliere nazionale GUDC Mike Egger giovedì 18 giugno 2020 e co-firmate da numerosi altri consiglieri nazionali.

    Contiamo sul fatto che queste iniziative incontreranno il sostegno di tutti i partiti e che l’intera Assemblea federale lavorerà insieme per combattere la disoccupazione giovanile in questa difficile fase economica.

    Ecco i testi delle due mozioni in italiano:

    Postulato “SOS disoccupazione Giovanile”

    Il Consiglio federale è incaricato di redigere un postulato sul tema dell’eccesso di regolamentazione nella formazione professionale. L’obiettivo è quello di individuare gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese e proporre misure per ridurre tali oneri. Inoltre, è da dimostrare quale sia il valore finanziario che le aziende di formazione contribuiscono al successo economico.

    Giustificazione:

    Sono sempre più numerose le aziende che rinunciano a un’offerta di posti di formazione a causa della crescente burocratizzazione della formazione professionale. Le aziende che ancora oggi offrono posti di formazione si battono contro normative a volte superflue nel campo della formazione professionale. Per garantire un’offerta formativa ampia e di alta qualità anche in tempi economicamente difficili, la formazione professionale deve essere completamente deregolamentata.

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    Mozione: “SOS Disoccupazione giovanile – Sgravi fiscali per le aziende che formano giovani

    Il Consiglio federale deve esaminare quali ostacoli amministrativi esistono nella formazione degli apprendisti ed è incaricato di creare incentivi per l’offerta di posti di formazione. In questo contesto, si dovrebbe esaminare in particolare uno sgravio fiscale per le imprese per posto di formazione offerto.

    Giustificazione:

    A seguito della crisi del coronavirus, numerose aziende si sono trovate ad affrontare sfide difficili.  I posti di lavoro e di formazione sono sempre più sotto pressione.

    I giovani dipendenti sono particolarmente colpiti. Nell’aprile 2020, il numero di disoccupati tra i 15 e i 24 anni registrati presso un’agenzia regionale di collocamento è aumentato di oltre il 18 per cento – per un totale di oltre 17.000. Nell’estate del 2020, gli esperti si aspettano un ulteriore aumento della disoccupazione giovanile.

    Sono necessari incentivi per garantire che le aziende continuino a consentire ai giovani di entrare nel mondo del lavoro anche in futuro. Ad esempio, mediante sgravi finanziari sotto forma di detrazione fiscale annuale (ad es. “detrazione per la formazione”). Coloro che forniscono posti di formazione dovrebbero essere ricompensati dallo Stato. Questa misura è un segnale di grande stima per tutti i professionisti e garantisce una formazione professionale di successo in Svizzera a lungo termine. Inoltre, questa misura contribuisce attivamente ad aumentare l’attrattiva delle offerte di formazione nelle aziende e quindi riduce la spesso citata carenza di lavoratori qualificati.

    L’eccezione formulata (aziende con più di dieci dipendenti, in cui la percentuale di apprendisti supera il 20%) ha lo scopo di evitare che le aziende possano beneficiare di agevolazioni fiscali se, per motivi finanziari, assumono un numero eccessivo di apprendisti invece di assumere giovani oltre il periodo di apprendistato.

     

  • SOS Disoccupazione giovanile – 4 misure concrete per salvare il futuro dei giovani!

    SOS Disoccupazione giovanile – 4 misure concrete per salvare il futuro dei giovani!

    I segnali di allarme sono inconfondibili: Sulla scia della crisi del coronavirus, gli esperti prevedono un aumento estremo della disoccupazione giovanile a partire da quest’estate. Per questo motivo, i Giovani UDC Svizzera lanciano un accorato appello all’opinione pubblica presentando diverse misure per evitare un ulteriore aumento della disoccupazione giovanile.

    Rispetto al mese precedente, il tasso di disoccupazione in Svizzera ad aprile è aumentato di quasi il 14%, superando le 150’000 unità. Dal punto di vista dei giovani la situazione è particolarmente drammatica: il numero di disoccupati di età compresa tra i 15 e i 24 anni iscritti ad un’agenzia regionale di collocamento è aumentato di oltre il 18 per cento in un solo mese – per un totale di oltre 17.000. Rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, questo rappresenta un aumento di oltre il 60%.

    Disoccupazione giovanile effettiva superiore al 10 per cento

    In questo contesto, si è spesso rassicurati sul fatto che la disoccupazione giovanile dichiarata ufficialmente (disoccupati tra i 15 e i 24 anni) in Svizzera è molto bassa rispetto agli altri Paesi dell’UE. Tuttavia, per poter fare un confronto significativo con la situazione all’estero occorre utilizzare il tasso di disoccupazione giovanile secondo la definizione internazionale (ILO). Secondo statista.com, nel 2019, secondo la definizione ILO, ben l’8% degli svizzeri sotto i 25 anni (sempre escludendo alunni e studenti) era disoccupato nel 2019 – e questo in un anno di crescita economica! Oggi, a seguito della pandemia coronavirus, il tasso di disoccupazione giovanile effettivo è molto più significativo ed è probabilmente ben oltre il 10 per cento.

    In un momento in cui migliaia e migliaia di piccole e medie imprese si battono per la loro esistenza, molti apprendistati e posti di lavoro rischiano di essere soppressi. Sappiamo per esperienza che i lavoratori al di sotto dei 25 anni vengono assunti più rapidamente di quelli più anziani durante i periodi di crescita economica. In tempi di crisi, però, vengono anche licenziati più rapidamente. Gli studi hanno dimostrato che i giovani che entrano nel mercato del lavoro in tempi di crisi subiscono svantaggi quali salari più bassi o di disoccupazione per un periodo fino a dieci anni. Questo deve essere evitato! Ciò riguarda anche gli accademici, il cui ingresso in carriera si sta già rivelando difficile in molti settori e che spesso si trovano a dover affrontare anni di tirocini poco retribuiti prima di essere assunti regolarmente.

    Ci congratuliamo con tutti gli imprenditori che ogni giorno danno il loro contributo per integrare con successo i giovani nel mercato del lavoro. Tutti gli apprendisti formatori, i capi delle aziende e i superiori che esprimono la loro fiducia nei giovani e danno loro una possibilità anche se ci sono opzioni più facili, meritano il nostro rispetto e la nostra stima. In questa difficile fase economica, che li costringe ad adottare misure impopolari per garantire la propria sopravvivenza, occorre quindi migliorare le condizioni quadro affinché chi dà lavoro e futuro ai giovani sia ricompensato.

    SOS – Piano d’azione dei Giovani UDC per la disoccupazione giovanile

    I Giovani UDC hanno elaborato le seguenti concrete richieste, che mirano a frenare l’aumento della disoccupazione giovanile:

    • Le aziende ricevono notevoli agevolazioni fiscali per ogni posto di apprendistato offerto e per ogni impiego di dipendenti di età inferiore ai 25 anni (fino a una quota del 20% per le aziende con 10 o più dipendenti).
    • Pacchetto di deregolamentazione per la crescita dell’apprendistato: le aziende con posti di apprendistato devono essere liberate da normative burocratiche inutili. Troppe persone hanno già rinunciato all’apprendistato perché in molti settori la burocrazia è dilagante e sottrae alle aziende a valore aggiunto innumerevoli ore di lavoro. Chiediamo quindi un pacchetto di misure per deregolamentare e ridurre la burocrazia dell’apprendistato.
    • Per non compromettere la fiducia dell’economia nel livello di istruzione, tutti gli esami per l’uscita dalla scuola e dall’apprendistato devono quindi essere svolti regolarmente. Esigiamo che, ovunque siano già stati comunicati gli annullamenti degli esami, un certificato indichi chiaramente ciò che i diplomati e gli apprendisti hanno effettivamente conseguito e ciò che le aziende possono richiedere a livello di conoscenze.
    • La libera circolazione delle persone con l’UE, che influisce in modo grave per i giovani lavoratori a causa della facile disponibilità di manodopera straniera a basso costo, deve essere interrotta con effetto immediato. I lavoratori stranieri possono firmare un contratto di lavoro solo se non è disponibile un lavoratore indigeno altrettanto qualificato.

    I Giovani UDC hanno inoltre riportato queste preoccupazioni riguardo la disoccupazione giovanile tramite una lettera aperta a Martina Hirayama, segretaria di stato per la ricerca e la formazione, e presenteranno la settimana prossima una serie di interventi in questo senso al Consiglio Nazionale.

    Disoccupazione giovanille sos

  • No allo spionaggio di massa!

    No allo spionaggio di massa!

    Negli ultimi mesi, l’epidemia del coronavirus ha portato a un cambiamento radicale nella nostra vita quotidiana, che ha subito grandi restrizioni.

    Ora il governo sembra voler limitare ulteriormente il nostro diritto alla libertà e alla privacy permettendo l’introduzione di una speciale app per monitorare i nostri movimenti. Senza entrare nei tecnicismi, l’app sarà in grado tracciare la posizione dei nostri spostamenti, e di avvertirci tramite notifica qualora fossimo entrati in contatto con una persona che ha poi manifestato i sintomi del Covid-19. Il tutto funzionerebbe tramite tecnologia Bluetooth.

    Tuttavia, il progetto solleva seri dubbi sull’uso e sulla protezione dei dati raccolti: infatti già negli scorsi giorni il famoso epidemiologo Marcel Salathé, uno dei sostenitori dell’app, aveva abbandonato il progetto, denunciandone a gran voce la mancanza di trasparenza, mentre molti esperti del settore si sono detti preoccupati circa l’ottenimento e la gestione di dati personali, che potrebbero venir impiegati per altri motivi oltre a quello di combattere il coronavirus o addirittura essere rivenduti a terzi.

    Visto le numerose perplessità degli esperti, i Giovani UDC chiedono che il governo ticinese intervenga con una moratoria provvisoria della suddetta App, e che cominci un dialogo con il governo federale e il Politecnico di Zurigo per richiedere informazioni più dettagliate circa l’utilizzo dei dati e la protezione della privacy dei cittadini. I Giovani UDC richiedono anche che il Governo Ticinese non partecipi in nessun modo allo sviluppo e diffusione dell’app, né a livello finanziario, né organizzativo (ad esempio tramite pubblicità sui canali ufficiali del Cantone).

    Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra la tutela della salute e la protezione della nostra privacy. Un’applicazione che solleva più domande che risposte mette la nostra società in grande pericolo, dobbiamo evitare un secondo scandalo delle schedature.

  • Convocazione Comitato Cantonale di aprile

    Convocazione Comitato Cantonale di aprile

    Ciao a tutti!

    Purtroppo, nelle ultime settimane quasi tutte le nostre attività hanno subito un brusco arresto a causa della ben nota emergenza coronavirus.

    Abbiamo però pensato di servirci delle nuove tecnologie per creare una finestra di dialogo tra noi, e svolgere quindi il nostro ordinario comitato cantonale.

    Il comitato cantonale è quindi convocato per martedì 28 aprile 2020 alle 20:00

    L’incontro si svolgerà online con l’applicazione Zoom. All’ora della riunione basterà cliccare il seguente link per entrare della riunione virtuale. È consigliabile l’uso di un PC con Webcam, in modo che possiamo vederci.

    Per ottenere il link di partecipazione scrivici a gudc.ti@gmail.com

    Ecco i punti all’ordine del giorno:

    1. Saluto del presidente e punto della situazione
    2. Saluto di Piero Marchesi, presidente UDC e consigliere nazionale
    3. Presa di posizione sulla Contact-Tracing-App
    4. Aggiornamento sull’iniziativa per la limitazione
    5. Aggiornamento per le Elezioni Comunali
    6. Eventuali (da comunicare entro le 12 del 28 aprile)

     

    Nella speranza di vedervi (virtualmente) numerosi, vi auguriamo un buon proseguimento.

     

     

     

  • OLTRE 30 CANDIDATI GIOVANI UDC ALLE COMUNALI!

    OLTRE 30 CANDIDATI GIOVANI UDC ALLE COMUNALI!

    I Giovani UDC Ticino sono fieri di comunicare che sono più di trenta i candidati giovani sulle liste UDC/Lega o nelle varie liste civiche in tutto il Cantone per le prossime elezioni comunali, quasi il doppio rispetto a quattro anni fa. Sono inoltre ben 11 i candidati che sono scesi in campo anche per la corsa al Municipio.

    Questi dati confermano quanto il nostro movimento giovanile sia in crescita su tutto il territorio cantonale: da Aquarossa fino a Castel San Pietro, passando dalla Capriasca i nostri membri cercheranno di portare i principi cari all’UDC come la limitazione dell’immigrazione, la preferenza indigena, e l’attenzione a famiglie e anziani all’interno della politica comunale.

    “Il nostro obbiettivo per le comunali è quello di raddoppiare la nostra presenza nei vari consigli, riconfermando i 5 uscenti e puntare ad un totale di 10 consiglieri comunali eletti” afferma Daniel Grumelli, presidente dei Giovani UDC Ticino. “L’obbiettivo è ambizioso, ma da qualche mese a questa parte, da dopo l’elezione di Chiesa in Consiglio agli Stati abbiamo sempre più nuove adesioni” aggiunge invece Diego Baratti, vicepresidente “Infatti sono oltre 15 i nuovi membri che da novembre hanno aderito al nostro partito”.

    I Giovani UDC confermano dunque di essere uno dei partiti giovanili più attivi e grandi del cantone, superando di misura i Giovani Leghisti.

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  • LA BATTAGLIA CONTRO LA CENSURA VA AVANTI!

    LA BATTAGLIA CONTRO LA CENSURA VA AVANTI!

    I Giovani UDC Ticino prendono atto della decisione popolare di inserire anche la discriminazione basata sull’orientamento sessuale nel codice penale. I Giovani UDC osserveranno ora in modo molto attento lo sviluppo della dottrina (attualmente inesistente) su questo articolo, e interverranno qualora ritenessero che le libertà di espressione, di culto o di commercio di singoli o gruppi venga ingiustamente limitata o censurata.

    Nonostante la sconfitta, siamo orgogliosi dell’impegno dei nostri membri e della proficua collaborazione con il comitato “No a questa legge sulla censura”. Grazie all’impegno dei Giovani UDC, che insieme a UDF hanno lanciato il referendum, gli elettori hanno avuto la possibilità di votare sulle restrizioni alla libertà di opinione, di credo, di coscienza e di commercio. Tuttavia, grazie alle enormi risorse finanziarie e al sostegno di quasi tutti i partiti, la lobby LGBT è riuscita a mettere in scena il nuovo testo di legge come ulteriore protezione per gli omosessuali e i bisessuali e a distogliere l’attenzione dalle effettive conseguenze negative della legge.

    Le conseguenze negative dell’applicazione della norma rimangono oggigiorno difficili da valutare, e non è possibile prendere una decisione definitiva in questa fase sulle principali conseguenze da temere. Resta comunque chiaro che una porta è stata aperta al terrore e alla criminalizzazione delle opinioni. L’incertezza e la paura di dire la propria opinione o di rivelare le proprie convinzioni sono ormai una realtà. È auspicabile che la legge venga interpretata in modo restrittivo e che venga applicata solo in casi estremi, proprio come i suoi sostenitori hanno promesso durante la campagna.

    La libertà di espressione, di credo, di coscienza e di commercio sono alla base del sistema democratico. Ogni volta che questi diritti vengono ingiustamente limitati, o censurati, muore un pezzetto di democrazia. Per questo i Giovani UDC continueranno a lottare affinché rimanga possibile un discorso aperto e controverso su questioni delicate, garantendo a tutti i cittadini una giusta partecipazione nel processo democratico.